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Accesso a internet sul posto di lavoro: un dipendente su sei naviga nonostante sia vietato

Sondaggio Avira: il 70% dei dipendenti che hanno risposto al sondaggio utilizza la connessione dell'ufficio per navigare in internet per motivi personali, e il 15% lo fa trasgredendo a un espresso divieto del datore di lavoro.

Tettnang, 23 marzo 2008 – Inviare una email privata alla propria ragazza, pianificare le vacanze estive, fare acquisti online: il tutto durante le normali ore di lavoro. "Che cosa c'è di male?" – Il 70% dei dipendenti tedeschi interpellati ha dichiarato di utilizzare la connessione dell'ufficio per navigare in internet per motivi privati. Il 36% protesta: "Certo, tutti possono farlo nella nostra azienda!" Questo il risultato di un recente sondaggio sulla sicurezza informatica condotto da Avira. L'esperto tedesco di sicurezza informatica ha chiesto a 2.918 visitatori del suo sito di rispondere alle seguente "domanda del mese" di febbraio: "Siate sinceri, navigate in internet per motivi privati sul lavoro?"

Per molti dipendenti, lavorare senza internet o l'email sarebbe inconcepibile. Dalle ricerche alla corrispondenza aziendale, le possibilità che la rete offre stanno progressivamente soppiantando i metodi di comunicazione tradizionali. La tentazione di utilizzare internet per motivi privati è quindi forte. Secondo il sondaggio di Avira, per esempio, un dipendente su cinque navigherebbe sul lavoro "ogni tanto, ma solo per mezz'ora al giorno al massimo", per spedire email agli amici o per fare ricerche su argomenti di interesse personale. L'uso di internet durante le normali ore di ufficio è sicuramente diffuso e, solitamente, tollerato. "È molto difficile per le aziende riuscire a impedire che i dipendenti navighino in internet per motivi personali", spiega Tjark Auerbach, fondatore e CEO di Avira. "Molte attività professionali sono ora condotte sulla rete. Vietare la navigazione rovinerebbe il clima di lavoro." Solo il 6% degli interpellati ha dichiarato che l'azienda per cui lavora ha bloccato determinati siti, come i provider di posta elettronica. Circa un quarto dei partecipanti al sondaggio dichiara però di aver recepito il divieto imposto dal datore di lavoro e di non utilizzare quindi internet per motivi privati durante le normali ore di ufficio.

Internet rappresenta ormai la maggiore fonte di distrazione sul lavoro. Stando però ai risultati di un recente sondaggio condotto da Mind Lab International, l'utilizzo privato di internet potrebbe paradossalmente incrementare la produttività delle dipendenti di sesso femminile. Secondo il sondaggio, alle donne basterebbero dieci minuti di internet durante le normali ore di lavoro per riposarsi e ricaricarsi mentalmente.

"Per conciliare gli interessi di dipendenti e aziende, sarebbe necessario adottare regole standard," suggerisce Auerbach. "In particolare, è opportuno chiarire se sia generalmente permesso o meno l'uso privato della rete e dell'email e, in caso affermativo, fino a che punto. Sarebbe utile un'esplicita politica aziendale o un accordo che stabilisca entro che limiti l'utilizzo del mezzo è considerato accettabile."
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Fondazione Auerbach